di Marta Peragallo
Come è difficile scrivere in questa occasione, avrei mille cose da dire ma parole che riescano a esprimere realmente i sentimenti sono difficili da trovare, almeno per me in questo momento. Voglio comunque ringraziare i tanti che hanno circondato di affetto Mauro e me in questo periodo. Le visite a casa quando stava già male, poi le visite all’ospedale, le visite a casa dopo le dimissioni e poi di nuovo le visite all’ospedale nel secondo ricovero, Le tantissime telefonate e le presenze costanti, poi l’incredibile folla presente nella chiesa di Luceto per l’ultimo saluto. Mauro se lo sentiva che non sarebbe finita bene, io come al solito lo contraddivo, sempre convinta che ne sarebbe uscito, come era successo nei ricoveri precedenti. Lui ha voluto telefonare agli amici con cui si erano raffreddati i rapporti, ha fatto bene perché qualsiasi contrasto si può appianare, se l’amicizia è reale.
Sabato in chiesa mi sono trovata circondata da una marea di persone ma non c’erano volti sconosciuti, anche se qualcuno non lo vedevo da oltre dieci anni erano tutti nostri amici. Amicizie della sua gioventù calcistica, amicizie instaurate con i clienti e con i colleghi nei quarant’anni di professione, amicizie della scuola, della spiaggia e tante nate in Assonautica.
E’ finita nel peggiore dei modi ma ciò mi ha fatto comprendere quanto sia importante il sostegno degli altri quando il mondo ti crolla addosso. Ho avuto modo di rendermi conto di quanto per lui fossi importante io, ma anche di quanto ritenesse fondamentali i rapporti umani, l’affetto degli amici più stretti ne è la dimostrazione. Con loro cercherò di mantenere vivo il suo ricordo. Aveva ancora tante idee da sviluppare e di alcune mi ha parlato, mi impegnerò per realizzarle.
Grandissimo era il suo impegno in Assonautica, era preoccupato per il futuro dell’associazione.
Una cosa a cui teneva particolarmente era la coesione, remare nella stessa direzione, darsi obiettivi diretti esclusivamente al bene dell’associazione, dimenticare gli interessi personali.
Mi auguro che quel pensiero veramente “associativo” possa diventare un filo conduttore nella vita di Assonautica, un modo per onorare il ricordo di Mauro.
Grazie!



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